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07/02/2019
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17/01/2019

Gianna Fratta dirige La Bohème a Livorno


Gianna Fratta dirige “La Bohème” di Puccini a Livorno sabato 19 (ore 20.30)  e domenica 20 gennaio (ore 16.30) 2019.
Si tratta di una produzione del Teatro Goldoni di Livorno in Collaborazione col Maggio Musicale Fiorentino.


“Bohème…bella come la prima volta!
Scrivere su Bohème qualcosa che non sia già stato scritto nei quasi centoventitré anni dalla prima esecuzione al Teatro Regio di Torino è un’impresa ardua, quasi impossibile. Opera tra le più esaminate, amate, rappresentate, sviscerate, analizzate, interpretate, criticate, Bohème è anche una delle opere più pericolose per chi la suona, chi la canta, chi la dirige e chi l’ascolta. Sì, perché un titolo così visto e rivisto ha sedimentato in ognuno di noi un’aspettativa, cristallizzato un’interpretazione, fissato un’idea. E ciò rende difficile far tornare questo capolavoro, una volta ancora, nuovo, unico, giovane, fragrante come i suoi personaggi, scrostandolo dalle abitudini prêt-à-porter, dal già detto, per recuperare un Puccini puro e semplice, così com’è.
Questa è stata la grande sfida di questa produzione, resa possibile da un’opportunità pressoché unica: un cast composto da cantanti che sono proprio come i loro personaggi, per età, attitudine, bisogni e mestiere. Giovani artisti amanti dell’arte e che vogliono fare di essa la loro vita, proprio come lo scrittore Rodolfo, il pittore Marcello, il musicista Schaunard, il filosofo Colline, la cantante Musetta e, in un modo un po’ speciale ben descritto da Rodolfo nel II atto, Mimì (“…perché son io il poeta; essa la poesia… Dal mio cervel sbocciano canti, dalle sue dita sbocciano i fior…”).
E per questo avremo l’impressione che l’interpretazione ceda il passo all’incarnazione, scevra completamente da tutti i manierismi, gli schemi, le leziosità, i déjà-vu, i tic di chi quest’opera l’ha fatta o ascoltata troppe volte; i personaggi diventeranno proprio loro, o forse proprio noi, come siamo o come siamo stati in quell’età dei sogni inseguiti, degli entusiasmi facili, degli amori vissuti fino al midollo e fino al midollo consumati, della presa di coscienza della vita in tutta la sua complessità, morte compresa.
Per tanti aspetti questa produzione é un atto di coraggio perché porta sul palcoscenico la vera verità, cruda e terribile, della giovinezza indifesa, gaia e crudele, senza finzioni. Perché chi giovane lo è davvero non può fingere di esserlo. Chi canta quest’opera per la prima volta, non può fingere di averla già cantata. E questo è un gran bene.
Così tutti saremo chiamati a fare lo stesso atto di coraggio: spogliarci delle mille Bohème e fare di questa la nostra prima. Immedesimarci. Soffrire e gioire. Trasformare una mansarda fredda nel luogo più vicino alla luna, al cielo, ai sogni, un romanzo poco ben scritto in carta che scaldi per un attimo, una chiave perduta in una scusa per sfiorarsi la mano, un pianoforte strimpellato male e a lungo in un metodo alternativo e non efficace per provare ad uccidere un pappagallo, delle monete sul pavimento in un modo per mettere il re Luigi Filippo ai propri piedi, la neve e il ghiaccio in un addio senza rancor, le note e i segni di Puccini, senza aggiungere nulla di più, in emozione semplice e pura.
Allora tutto diventerà simbolo e ci condurrà direttamente a noi stessi. In questo caleidoscopio di sentimenti, immagini, note, accordi, troveremo di che ridere, di che emozionarci, rivivremo l’amore, il distacco, l’amicizia, la condivisione, la gelosia, la malattia e tanto altro. Ancora una volta e come se fosse la prima. E alla fine non avremo paura di piangere, per la millesima volta, o per la prima, in quelle ultime dodici battute in do diesis minore che non mantengono, come a volte fa la vita, le promesse del fulgido do maggiore dell’inizio. Piangeremo per Mimì, perché muore davvero sotto ai nostri occhi e sotto gli occhi di quei cinque artisti che la morte non l’avevano mai vista. E, in fondo, piangeremo anche un po’ per noi stessi.
E allora…che sia - ancora una volta - la nostra prima Bohème!”.

Gianna Fratta - direttrice d’orchestra

 




Partita iva : 03494060712
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